venerdì 6 maggio 2016

LIGHT DAMMUSO

Progetto di
Artikistas
CRISTIANO PESCA, FEDERICA DITTA, IRATI LASA AMO
CONCORSO: 10m2



Light Dammuso nasce dalla volontà di generare una riflessione su nuovi sistemi di abitare e condivisione degli spazi attraverso una reinterpretazione di elementi tradizionali e culturali del territorio. 

Una costruzione storica e caratteristica del territorio, il Dammuso di Pantelleria, rigida, pesante, trasformata in una struttura effimera, leggera, di facile assemblaggio e smontaggio, con un sistema di costruzione secco e l’utilizzo di materiali locali e di riciclo come le canne palustri che, con l’ intreccio con la struttura principale, andranno a formare le pareti di tamponatura permettendo un’ottimale ventilazione e illuminazione. Inoltre le canne intrecciate fra loro costituiranno elementi strutturali come l’arco della porta e la struttura ad archi che sorregge la cupola. Le canne gialle come il tufo e la cupola bianca rimandano attraverso i loro colori alla architettura tradizionale del luogo. All’interno sono presenti tre letti sui quali dormire e riporre valige o oggetti all’interno, ma la parte migliore sta al primo piano: attraverso una scaletta sarà possibile accedere ad un’enorme amaca, vista cielo.







IL GIARDINO SENSORIALE _ Fontenuovo Residenza di Ospitalità per Anziani

Come ogni anno a primavera, fa piacere rispolverare i 'vecchi progetti' e verificare se questi funzionino e regalino benefici a chi ad oggi ne usufruisce...

Ogni volta la soddisfazione è molta, ma nel caso di questo Giardino Sensoriale (dato l'orgoglio di aver collaborato nella progettazione ed il legame affettivo instauratosi con esso, vuoi perché 'mio' primo giardino, argomento di Tesi, vuoi per i suoi fruitori speciali, e per la Residenza di Fontenuovo, che non può che suscitare ammirazione per le sue iniziative e il suo spirito) il piacere e l'orgoglio suscitati da una semplice visita, ogni volta, risultano incomparabili con quelli suscitati da qualsiasi altro spazio...


Giardino Sensoriale per malati di Alzheimer  
FONTENUOVO
Dott. A. Ranfa _ Ing. A.Cagnano _ Dott. M.G. Rubeca

Questo progetto nasce nel 2011 dall'incontro con il Professore Dott. Aldo Ranfa, che oltre a mettermi al corrente di tale sogno, mi permette di poterne sviluppare lo studio (Tesi di Laurea Triennale) e la realizzazione, avvenuta nel 2013, grazie alla collaborazione della Fondazione di Fontenuovo e numerosi altri contribuenti pubblici e privati. 
Dal primo momento una serie di soddisfazione connesse a questo piccolo spazio si sono succedute nel tempo... ed ancora oggi continuano, in quanto il giardino è elemento di pubblicazioni, testi, promozioni e sede di eventi, visite e frequentazioni quotidiane e non; a questi eventi il giardino da vita e da essi prende vita esso stesso.

"L'ambiente in cui l'uomo vie assume un ruolo di primaria importanza per la definizione della sua identità, consentendogli di acquistare consapevolezza di sé attraverso un percorso di scambio continuo, di esperienze e di stimoli provenienti dallo spazio in quanto scenario di vita. In altri termini l'uomo riconosce se stesso attraverso il rapporto che stabilisce con l'ambiente fisico ed emozionale entro cui si muove" (Del Nord, 2002)



I progetti connessi al nostro Giardino Sensoriale vanno avanti, presto speriamo di mostrare le novità connesse ad esso ed alla sua vitalità, scientifica, emozionale e, soprattutto, terapeutica.

Per chi fosse interessato ad avere maggiori informazioni, sul giardino e su ciò che di esso 'si dice in giro', in attesa di ulteriori pubblicazioni, si rimanda a seguenti link:


BUONA LETTURA!


Maria Giulia


venerdì 8 aprile 2016

FAI RIVIVERE LA PIAZZA


Concorso di idee per la riqualificazione e valorizzazione di Piazza Pietro Nenni
“FAI RIVIVERE LA PIAZZA”


Progetto di CRISTIANO _  NICOLINA _ MARIA GIULIA
LA NOSTRA IDEA: TRASLARE IL PAESAGGIO AGRARIO NELLA PIAZZA

Il comune di Cerreto Guidi è un comune italiano della città metropolitana di Firenze, in Toscana. Data la sua collocazione geografica ed il suo inserimento in un contesto di pregio storico, culturale, artistico e paesaggistico, il comune e la frazione di Stabbia vanno a configurarsi come realtà già di per sé ben definite, caratterizzate e caratterizzanti la realtà regionale toscana.
Ciò determina un maggiore sforzo progettuale, considerato l’alto livello degli standard regionali, volto non ad uno stravolgimento dell’area ma bensì ad una valorizzazione degli elementi già presenti nel territorio. La Toscana vanta meravigliose città d’arte e paesaggi agricoli di valore, pregiati prodotti del territorio, esempi cardine di tipicità e qualità a livello mondiale.
Ponendo enfasi su quelli che sono, ad oggi, i punti di forza del territorio toscano, l’intervento va a configurarsi come la volontà di inserimento e traslazione degli elementi connotanti il paesaggio agrario all’interno della piazza centrale di uno dei suoi più piccoli borghi.
Il progetto si basa sulla riqualificazione di un’area centrale, spazio di incontro e condivisione esperienziale, e vede applicata al suo interno una traslazione del disegno morbido del paesaggio agrario circostante, che, con i suoi andamenti sinuosi, i coltivi e la stagionalità, regala un senso di tranquillità, piacere e relax ai fruitori, ai turisti ed agli abitanti. Insieme alle forme sinuose e curve, conferite dalle sedute e dai giochi, anche nella scelta dei materiali e delle tecnologie si opta all’uso di pavimentazioni locali e specie autoctone e sistemi di recupero delle acque che ogni imprenditore agricolo utilizzerebbe nelle proprie proprietà; andando a creare un vero e proprio sistema-piazza, sostenibile ed efficiente, funzionale ed identitario.

Tale scelta progettuale deriva dalla volontà di non aggiungere strati al paesaggio e costruire sopra a ciò che è già presente, ma al contrario di andare a scavare e vedere ‘cosa c’è sotto’.

Progetto di
CRISTIANO _  NICOLINA _ MARIA GIULIA



LA PIAZZA

Elemento di connessione tra centro abitato e complesso scolastico, Piazza Pietro Nenni è uno spazio connotato da forte centralità, è una piazza moderna, che deve configurarsi come luogo di incontro e condivisione della vita sociale della comunità di Stabbia. Inoltre maggiore rilevanza è conferita dalla sua funzione di ingresso al complesso scolastico, che la rende ancora più viva ed attiva.
Nel progetto la piazza va a configurarsi come un elemento intermedio tra la praticità del quotidiano e il mondo del gioco, è un filtro tra il mondo responsabile e pratico degli adulti, posto in prossimità dell’ingresso alla piazza ed alle vie di comunicazione, ed il mondo bambinesco da sogno, adiacente al cancello della scuola. Tale percorso si realizza secondo un gradiente che vede aumentare i giochi e diminuire i servizi man mano che ci si avvicina alla scuola. Tale spazio viene perciò pensato per tutte le fasce di età di possibili frequentatori e si pone l’obiettivo di creare tra gli stessi la possibilità di interazione ma anche di isolamento, quando si preferisce.
Il disegno della Piazza ha una forma planimetrica che ricorda la foglia di Quercus cerris, specie autoctona connotante il territorio, da cui prende il nome lo stesso Cerreto Guidi.
L’ingresso alla piazza è l’area maggiormente funzionale, presenta un chiosco e delle piazzole destinate ad un piccolo mercato non stabile.
Subito adiacente a questa prima zona c’è l’area relax, la cui forma richiama la morfologia del territorio, sia in planimetria che in alzato, le sedute infatti richiamano le curve di livello delle colline toscane; le collinette erbose e le sedute, che dalla quota del terreno raggiungono sinuosamente quote maggiori, idonee per sedersi e stendersi al livello del prato, connotano l’area relax, esposta verso Sud e senza alberature, soleggiata come i campi coltivati. Alle spalle di tale area è presente un ingresso ombreggiato alla scuola, rettilineo, per il transito veloce e diretto, che non prevede l’attraversamento del parco.
L’area centrale della piazza è stata pensata come spazio flessibile, capace di adattarsi alle diverse esigenze in loco. La flessibilità è intesa come l’attivazione dello spazio in maniera differente nell’arco della giornata, durante il mese, e secondo un programma annuale di eventi e manifestazioni, come fiere, sagre, mostre all’aperto e celebrazioni.
Subito di seguito si presenta l’area giochi, contornata da alberelli, che simulano il bosco, si passa infatti dalla quiete del campo di grano dell’area relax al movimento ed alla fantasia del boschetto dei bambini, fanno da filtro delle sedute semi-mobili colorate, disposte in modo sia da permettere un controllo dei bambini, che della strada e del mercato.
L’area gioco si suddivide in due parti, una con pavimentazione anti-trauma che presenta i giochi tradizionali ed una parte maggiormente fantasiosa, che si sviluppa su superfici alternate: prato, anti-trauma, pietra calcarea ed Ardesia, quest’ultima destinata ad essere colorata dai bambini stessi, i giochi pensati per questa zona sono tubi colorati di diverse dimensioni, che ricordano le tipiche rotoballe e permettono ai bambini di sviluppare la propria fantasia e di giocare liberamente, e sfere rosse che escono dal pavimento come fossero rocce, questa zona è totalmente lasciata alla libertà ed all’interpretazione dei bambini.

venerdì 11 marzo 2016

BALCON SHARING




Trovandoci in un periodo storico che vede come potenziale elemento per lo sviluppo economico la condivisione, partendo dagli oggetti, come accade per il car-sharing o l’house-sharing, finalizzati all’ammortizzamento dei costi, passando per beni come job-sharing, profit-sharing, idea-sharing, fino ad arrivare ai modelli economici veri e propri del Revenue Sharing e la cosiddetta Sharing Economy, si è pensato ad una soluzione progettuale che preveda la condivisione del balcone, tale proposta, per rimanere in linea con la tendenza attuale, prende il nome di Balcon-sharing. Non si tratta di mera condivisione degli spazi, ma di compartecipazione nella gestione degli stessi; consapevoli dell’inaccessibilità del balcone ad altri esseri umani, si è pensato di coinvolgere soggetti ben più graditi ed efficienti.
Gli insetti utili, in grado di volare fino ad un’altezza di circa 15 metri (variabile in base a famiglia, genere e specie) sono i soggetti selezionati per condividere i nostri spazi, essi sono in grado di poter sfruttare i nostri balconi, dei piani più bassi, e garantire alle nostre piante un’ottima protezione nei confronti degli insetti dannosi, mantenendo l’equilibrio biologico.
L’idea nasce non dalla proposta di un intervento fine a se stesso, ma alla programmazione di un sistema di balconi condivisi che vadano ad implementare i corridoi ecologici presenti nella città di Roma, fornendo un habitat ideale ad insetti quali: coccinelle, coleotteri utili, sirfidi, api solitarie e farfalle, molti dei quali ad oggi sono utilizzati come strumenti della lotta biologica, altri sono invece a rischio di estinzione.
Nella consapevolezza che le specie idonee agli insetti entomofili siano numerose e possano variare in base a diversi parametri (spazio, esposizione, funzionalità, estetica, …), per creare il nostro balcone si è optato per alcune erbacee perenni, come: Digitalis, Verbena, Coreopsis, Margherita, Salvia e Lavanda, rispondenti alle caratteristiche estetiche da noi ricercate; tali specie infatti oltre ad attirare gli insetti, rendono il balcone simile ad un prato fiorito, conferendo la giusta immagine di libertà ed eleganza da noi ricercata.
Oltre al nutrimento si vuole fornire agli insetti-giardinieri anche uno spazio per le diverse fasi del loro ciclo vitale, attraverso il posizionamento sul balcone di veri e propri Hotel per insetti, che presentano ‘camere’ dalle diverse forme e dimensioni a seconda della preferenza dei singoli generi. Questi hotel sono, come il resto del balcone, realizzati in legno. Sullo sfondo, anziché una parete, si inserisce una struttura a maglie esagonali aperta, che richiama la struttura delle arnie; a terra, tra le erbacee, si ha una seduta che, in questo microsistema di condivisione, permette di godere di quell’interazione uomo-natura che va ad oggi scomparendo nelle realtà urbane.



progetto di
 MARIA GIULIA _ CRISTIANO _ NICOLINA
Parco dell'Auditorium della Musica, 13/14/15 Maggio 2016

mercoledì 9 marzo 2016

AMARCORD


Ad ispirare Amarcord è quella sorta di imbarazzo che nasce in Fellini nei confronti di chi ha speculato tanto sulla sua città, rendendola città meta del turismo di massa, e che invece rappresentava per lui più una dimensione della memoria, luogo del mare e del mondo contadino e popolare. Amarcord, attraverso le forme geometriche, richiama la regolarità dei campi coltivati, alternati ai prati fioriti tipici dei paesaggi agrari italiani, ed in particolar modo emiliani. Spesso capitava di trovare alberi relitti lungo le distese di campi, esemplari che nella tradizione popolare del centro Italia rappresentavano la “dote”, la ricchezza di un nucleo familiare. E’ una vecchia cinepresa a proiettare questo scenario, quasi in modo critico, con l’obiettivo di raccontare un’altra parte di territorio, mettendo, questa volta, il regista malinconico dinanzi la macchina. Il nostro giardino è un invito a rivivere gli spazi aperti, nel senso più amarcord del termine: ritornare a correre nei campi, stendersi nei prati, trovare riposo sotto un albero, apprezzando il nostro paesaggio agrario come merita. Proiettare attività del passato in un contesto modero, in una nuova ma sempre esistita Rimini green.


progetto di
NICOLINA _ MARIA GIULIA _ CRISTIANO
Giardini d'Autore 2016 Rimini Green
Parco Federico Fellini, 18/19/20 Marzo 2016

SEGUITE LA REALIZZAZIONE

martedì 8 marzo 2016

ABOUT US

La collaborazione che ha portato alla nascita del collettivo Semilla è sorta a seguito di un incontro tra personalità di diversa formazione ma con la medesima necessità: riportare il soggetto ad una connessione diretta con la natura e con l’ambiente che lo circonda, affrontando il tema del recupero, sostenibilità, auto produzione e riscoperta di spazi, materiali e risorse umane.

MARIA GIULIA RUBECA
Garden Designer
Maria Giulia
CRISTIANO PESCA
Product and Environmental Designer
Arkitistas.com
NICOLINA MASIELLO
Landscape Achitect
Land-Ark Nicolina Masiello